C'è un'idea sbagliata ma molto diffusa: che a Roma la città antica stia accanto a quella moderna. In realtà sta sotto. Il livello di calpestio si è alzato di molti metri nel corso dei secoli, per alluvioni del Tevere, crolli, riporti e ricostruzioni, e quello che resta dell'antichità è spesso sepolto sotto le case in cui oggi si vive.
Nel raggio di pochi minuti a piedi dal Colosseo ci sono tre luoghi che mostrano questo meccanismo meglio di qualsiasi spiegazione.
San Clemente: tre epoche in verticale
La basilica di San Clemente si trova sulla stessa via di VRhome. Dall'esterno è una chiesa raccolta; all'interno è un ascensore nel tempo. Al livello di strada c'è la basilica medievale, con il pavimento cosmatesco e il grande mosaico absidale del Trionfo della Croce, dove la croce si ramifica in un girale d'acanto popolato di figure.
Scendendo di un piano si entra nella basilica paleocristiana, con i resti degli affreschi altomedievali. Scendendo ancora si raggiungono strutture di epoca romana, tra cui un mitreo: il luogo di culto di Mitra, una divinità di origine orientale molto diffusa nell'esercito romano, i cui santuari erano per definizione bui e sotterranei. Tre religioni, tre epoche, un solo edificio.
La Domus Aurea, sepolta per essere salvata
La Domus Aurea è il palazzo che Nerone fece costruire dopo l'incendio del 64 d.C. Dopo la sua morte il complesso fu smantellato e interrato: sopra le sue sale sorsero le terme di Tito e poi quelle di Traiano. Paradossalmente è proprio questo seppellimento ad aver conservato fino a noi le volte e buona parte delle decorazioni parietali.
Le sale riscoperte nel Rinascimento venivano raggiunte calandosi dall'alto; poiché apparivano come grotte, le pitture che vi si trovarono furono chiamate grottesche. Da lì quel repertorio decorativo — ripreso da Raffaello e dalla sua bottega — si diffuse in tutta Europa. La sala più celebre è quella ottagona, illuminata dall'oculo centrale.
Le Case Romane del Celio
Sotto la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sul Celio, si conserva un complesso di ambienti residenziali e commerciali di epoca romana, con pitture parietali in buono stato. È un luogo molto meno frequentato degli altri due e proprio per questo restituisce bene la scala domestica dell'antichità: non palazzi imperiali, ma stanze in cui si viveva.
Perché il livello si è alzato
La ragione per cui l'antichità a Roma sta sottoterra è la somma di più fattori. Le alluvioni del Tevere, frequentissime fino alla costruzione dei muraglioni nell'Ottocento, depositavano ogni volta uno strato di limo. I crolli degli edifici non venivano quasi mai rimossi: si spianava e si ricostruiva sopra. E ogni cantiere aggiungeva riporti di materiale.
In alcune zone del centro il dislivello tra il piano antico e quello attuale supera i dieci metri. È il motivo per cui scavare a Roma è lento e costoso, e per cui la rete della metropolitana è rimasta molto più ridotta di quella di altre capitali europee: ogni tracciato incontra stratigrafie da documentare.
Come si visitano questi luoghi
Nessuno dei tre siti si visita come un museo tradizionale. Gli ambienti sono stretti, i percorsi sono obbligati e in più casi l'accesso è contingentato o avviene con accompagnatore, per ragioni di conservazione oltre che di sicurezza: l'umidità prodotta dalla respirazione è uno dei fattori che danneggiano gli affreschi antichi.
Vale la pena saperlo in anticipo per due motivi pratici: chi soffre di claustrofobia dovrebbe valutare con attenzione, e chi viaggia con bambini piccoli o passeggini deve verificare l'accessibilità effettiva, che in ambienti scavati è spesso limitata.
Come organizzarsi
Questi tre luoghi hanno una caratteristica in comune: l'accesso è regolato in modo indipendente rispetto alle chiese o ai parchi che li ospitano, con orari e modalità propri, e in alcuni casi con visita accompagnata a gruppi contingentati. Verificate sempre aperture e prenotazioni sui canali ufficiali di ciascun sito prima di presentarvi sul posto.
Il consiglio pratico è di non concentrarli tutti nello stesso giorno: sono visite intense e ravvicinate nel tempo rischiano di appiattirsi l'una sull'altra. Alternarli a una mattinata all'aperto — il Circo Massimo, il Celio, il parco di Colle Oppio — funziona molto meglio.
Dormire a 300 metri dal Colosseo
VRhome è un appartamento di 55 m² nel Rione Monti, lungo via di San Giovanni in Laterano: camera matrimoniale, divano letto, cucina e bagno, con tutta la Roma antica a distanza di cammino.