Un pino domestico tra le rovine del colle Palatino
Pinus pinea and ruins on Palatine Hill — foto: Livioandronico2013 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se il Colosseo è l'immagine di Roma, il Foro Romano ne è la biografia. Per quasi mille anni questa valle tra il Campidoglio e il Palatino è stata contemporaneamente piazza, tribunale, mercato, archivio e centro religioso: tutto quello che oggi si trova distribuito in mezza città era concentrato in poche centinaia di metri.

Il rischio, entrando, è di trovarsi davanti a un campo di frammenti senza capire cosa si sta guardando. Serve un filo, e il filo c'è: si chiama Via Sacra.

Seguire la Via Sacra

La Via Sacra è la strada che attraversa il Foro da est a ovest ed è il percorso che seguivano i cortei trionfali. Camminarci sopra mette gli edifici nell'ordine giusto: si parte dalla zona dell'Arco di Tito, si passa accanto alla mole della Basilica di Massenzio, si arriva al cuore politico con la Curia — la sede del Senato — e si chiude sotto il Campidoglio, tra l'Arco di Settimio Severo e i resti dei templi.

Le basiliche del Foro, come la Basilica Giulia e la Basilica Emilia, non erano chiese: erano edifici civili coperti, dove si trattavano affari e si amministrava la giustizia. Il termine passerà all'architettura cristiana solo più tardi, portandosi dietro la forma e non la funzione. È uno dei dettagli che spiega meglio la continuità tra Roma antica e Roma cristiana.

Il Palatino, dove nasce la parola "palazzo"

Sopra il Foro si alza il Palatino, e la salita vale ogni gradino. Secondo la tradizione è qui che Romolo fondò la città; storicamente è il colle dove, dall'età di Augusto in poi, gli imperatori costruirono le proprie residenze una sopra l'altra per oltre tre secoli. Da quelle residenze — palatium — deriva la parola "palazzo" in quasi tutte le lingue europee.

È anche la parte più verde e più silenziosa dell'area archeologica. Ci sono i pini domestici, ci sono gli Orti Farnesiani — uno dei primi giardini botanici d'Europa, creato nel Cinquecento sopra le rovine imperiali — e ci sono le terrazze panoramiche: una si affaccia sul Foro, l'altra sul Circo Massimo.

Un consiglio di ritmo: molti visitatori arrivano al Palatino esausti dopo Colosseo e Foro, e lo attraversano di corsa. Se alloggiate a pochi minuti a piedi conviene invertire: Palatino nel tardo pomeriggio, con la luce bassa sulle rovine e la maggior parte dei gruppi già andata via.

Perché il Foro era finito sottoterra

Fino all'Ottocento gran parte del Foro Romano era interrata: sopra i monumenti antichi si estendeva un'area conosciuta come Campo Vaccino, usata per il pascolo, con solo le sommità degli archi e qualche colonna che emergevano dal terreno. Le stampe e i dipinti di quell'epoca mostrano mandrie di bovini tra i capitelli, e spiegano il nome.

Il livello si era alzato di diversi metri nel corso dei secoli, per crolli, alluvioni del Tevere e riporti di materiale. Gli scavi sistematici, cominciati in età napoleonica e proseguiti per tutto l'Ottocento e il Novecento, hanno riportato alla luce il piano di calpestio antico: è per questo che oggi si scende verso il Foro invece di salirci.

Tre cose da cercare, se avete poco tempo

L'Arco di Tito, in cima alla Via Sacra, conserva il rilievo con il candelabro a sette bracci portato in trionfo dopo la presa di Gerusalemme: è una delle rappresentazioni antiche più note di un oggetto rituale ebraico. La Casa delle Vestali, con il cortile e le vasche, era la residenza delle sacerdotesse che custodivano il fuoco sacro. E la Curia Iulia, la sede del Senato, si è conservata quasi intatta perché in epoca medievale venne trasformata in chiesa.

Cosa mettere in conto

L'area archeologica si gira interamente a piedi, su basolato antico, ghiaia e sterrato, con dislivelli veri: sono due o tre ore di cammino effettivo, non una passeggiata in piano. Scarpe chiuse con suola robusta fanno più differenza di qualsiasi audioguida.

L'ombra è concentrata sul Palatino e quasi assente nel Foro. Una borraccia è utile tutto l'anno: Roma ha fontanelle pubbliche di acqua potabile un po' ovunque, e anche dentro e attorno all'area archeologica se ne trovano.

Gli ingressi all'area sono più di uno e la loro apertura può cambiare nel tempo, così come gli orari stagionali e le modalità di prenotazione: verificate sempre sui canali ufficiali del Parco archeologico del Colosseo prima di uscire di casa.

Dormire a 300 metri dal Colosseo

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