Piazza Navona a Roma con la fontana dei Quattro Fiumi
Piazza Navona 1 — foto: Myrabella · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

L'inverno è il periodo dell'anno in cui Roma somiglia di più a sé stessa. Gennaio e febbraio, in particolare, sono i mesi di minore affluenza: gli stessi luoghi che in aprile richiedono due ore di coda si visitano con calma, e la città torna a essere frequentata soprattutto da chi ci abita.

Il clima, che non è quello che si immagina

Roma ha un clima mediterraneo e i suoi inverni sono decisamente più miti della media continentale europea: la neve è un evento raro ed eccezionale. La caratteristica dell'inverno romano non è il freddo, ma l'umidità, che rende la temperatura percepita più bassa di quella reale, soprattutto la sera e vicino al Tevere.

La conseguenza pratica è sul vestiario: servono strati, una giacca antivento e scarpe impermeabili, non un cappotto da montagna. E serve mettere in conto qualche giorno di pioggia, che però raramente dura l'intera giornata.

Cosa si guadagna

Il primo guadagno è il tempo. Senza code, una giornata rende il doppio: si riescono a mettere in programma il Colosseo, il Foro e una basilica senza correre. Il secondo è la luce: d'inverno il sole resta basso tutto il giorno, il che significa luce radente sulle rovine anche a mezzogiorno.

Il terzo è economico: dicembre a parte, l'inverno è la stagione in cui gli alloggi costano meno e si trova disponibilità anche con poco anticipo.

La contropartita è la durata del giorno. A dicembre e gennaio il buio arriva presto, e i siti archeologici all'aperto chiudono di conseguenza prima rispetto all'estate. Gli orari dei parchi archeologici sono stagionali: verificateli sui canali ufficiali prima di programmare il pomeriggio.

La stagione dei carciofi

C'è un argomento gastronomico che da solo giustifica un viaggio invernale. Le puntarelle — germogli di cicoria conditi con acciuga, aglio e aceto — sono un piatto strettamente invernale. E i carciofi romaneschi arrivano tra la fine dell'inverno e la primavera, nelle due versioni classiche: alla romana, stufati con mentuccia, e alla giudia, aperti a fiore e fritti.

È anche la stagione in cui ha più senso cucinare in appartamento: i mercati rionali sono pieni di verdure di stagione e rientrare a cucinare dopo il tramonto, quando fuori fa umido, è decisamente più piacevole che cercare un tavolo.

Le chiese, che d'inverno danno il meglio

L'inverno è la stagione in cui conviene puntare sull'interno, e a Roma questo significa soprattutto chiese: sono centinaia, sono gratuite e contengono una quota enorme del patrimonio artistico cittadino, da Caravaggio a Bernini. In una giornata di pioggia si costruisce facilmente un itinerario di tre o quattro chiese senza mai fare la fila.

Vale anche per le basiliche maggiori: San Giovanni in Laterano, con il battistero e il chiostro, e Santa Maria Maggiore con i mosaici del V secolo si visitano d'inverno in condizioni molto migliori rispetto ad aprile.

Il Natale e la Befana

Il periodo natalizio romano ha due tradizioni che si notano subito: i presepi, allestiti in moltissime chiese e spesso oggetto di percorsi di visita, e la festa dell'Epifania il 6 gennaio, storicamente legata a piazza Navona. Sono ricorrenze annuali, ma l'organizzazione concreta cambia di anno in anno e va verificata sui canali ufficiali di Roma Capitale.

Dopo l'Epifania la città entra nelle sue settimane più tranquille dell'anno, che durano fino a febbraio inoltrato: è la finestra migliore per chi vuole visitare senza code.

Il Natale e la sua eccezione

Dicembre fa storia a sé: tra l'Immacolata e l'Epifania l'affluenza torna a salire, la città si illumina, i mercatini aprono e le celebrazioni in Vaticano richiamano visitatori da tutto il mondo. Chi cerca la Roma vuota deve puntare sulle settimane successive, da metà gennaio in poi.

Dormire a 300 metri dal Colosseo

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