Il Roseto Comunale di Roma con le aiuole fiorite
Roseto comunale di Roma — foto: Patafisik · Public domain · Wikimedia Commons

La primavera romana è una cosa seria. Tra la fine di marzo e la fine di maggio la città attraversa il periodo in cui il clima è ideale per camminare, le giornate si allungano rapidamente e i giardini, che sono moltissimi e in gran parte pubblici, arrivano al loro momento migliore.

I giardini da vedere in questa stagione

Il Roseto Comunale, sull'Aventino, si affaccia proprio sul Circo Massimo e ospita centinaia di varietà di rose: apre al pubblico nel periodo della fioritura, indicativamente tra primavera e inizio estate. Poco più su c'è il Giardino degli Aranci, con la terrazza panoramica su tutta la città.

Sul Celio, Villa Celimontana offre viali alberati e prati in pendenza a pochi minuti dal Colosseo. Sul Palatino gli Orti Farnesiani, creati nel Cinquecento sopra le rovine imperiali, sono uno dei primi giardini botanici d'Europa e in primavera si capisce perché.

E poi ci sono i glicini, che tra aprile e maggio coprono muri e pergolati in mezza città: è un dettaglio minore che però cambia radicalmente l'aspetto dei quartieri storici per tre o quattro settimane.

Il rovescio della medaglia

Aprile e maggio sono anche i mesi di massima affluenza dell'anno, insieme a settembre. Aprile concentra Pasqua, il Natale di Roma del 21 e il 25 aprile: tre picchi in un mese solo. La conseguenza sono code più lunghe, prenotazioni da fare con largo anticipo e prezzi degli alloggi in alto.

Due contromisure che funzionano davvero: prenotare i biglietti a fascia oraria appena si aprono le vendite, e sfruttare le fasce orarie che quasi nessuno sceglie — la prima del mattino e l'ultima del pomeriggio. Alloggiare a distanza pedonale dai monumenti rende possibile la prima opzione senza alzarsi all'alba.

Il meteo, che è instabile

La primavera romana non è uniformemente serena: marzo e aprile alternano giornate splendide a perturbazioni brevi ma intense. Un ombrello pieghevole e una giacca leggera impermeabile risolvono quasi tutto; le temperature raramente scendono al punto da richiedere di più.

Maggio è di norma il mese più stabile dei tre, e ha in più il vantaggio di serate già tiepide: si può cenare fuori e passeggiare dopo, cosa che a marzo non è sempre possibile.

Le fioriture, in ordine di calendario

La primavera romana si legge bene dalle piante. A marzo fioriscono i mandorli e gli alberi da frutto nei giardini storici; tra fine marzo e aprile arrivano i glicini, che coprono pergolati e muri di cinta in mezza città; tra aprile e maggio è il turno delle rose, ed è il periodo in cui il Roseto Comunale sull'Aventino apre al pubblico.

È un calendario che vale la pena conoscere perché alcuni luoghi hanno senso solo nella loro finestra: un roseto fuori stagione è un prato, e le terrazze dell'Aventino cambiano completamente a seconda di cosa è in fiore.

I ponti di primavera

Aprile e maggio concentrano diverse ricorrenze che generano ponti e quindi picchi di affluenza: Pasqua e il Lunedì dell'Angelo, il Natale di Roma il 21 aprile, il 25 aprile e il 1° maggio, che a Roma è anche la giornata del grande concerto tradizionale. Chi può scegliere le date fa bene a evitarne almeno un paio.

Il rovescio è che in quelle giornate la città è particolarmente viva. Se la scelta è obbligata, l'unica contromisura efficace è alloggiare a distanza pedonale dai monumenti ed essere fuori casa prima delle otto del mattino.

La primavera vista dal quartiere

Dalla zona tra Colosseo e Laterano, la primavera è la stagione in cui la posizione rende di più. Si esce alle sette del mattino con il Foro ancora deserto, si rientra nelle ore centrali quando i gruppi arrivano, si riesce nel tardo pomeriggio per il Palatino o il Circo Massimo con la luce migliore. Tre uscite in una giornata: possibile solo se non bisogna prendere un mezzo ogni volta.

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